Ivana: corri e resisti

Ivana è una donna come tante: ha la sua vita, lavora, le piace correre. E’ una tipa tosta, una di quelle capaci di gestire famiglia, tre figli senza mai perdere di vista l’amore per la corsa.

Non è nuova alle imprese: 21 mezze maratone in giro per l’Italia per 21 giorni consecutivi, da Catania a Milano, che non sono proprio per tutti.

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Poi, all’improvviso il 29 Ottobre 2014 succede qualcosa che le spezza la vita per un minuto: “Tutto succede all’improvviso, un maledetto mercoledì, appena finito di correre sul Naviglio. Mi fermo a bere ad una fontanella, mi chino e subito delle mani mi afferrano e mi sbattono contro il muro; sento un tanfo di sporcizia e alcol. Mani ovunque, qualcuno tenta di togliermi i pantaloncini, qualcosa di tagliente mi sfregia la pancia. Ho un ultimo pensiero: i miei bambini. Non voglio morire! Senza sapere come mi ritrovo a correre, sento urlare, ma di chi è quella voce? Capisco che sono io. Ho le mani sporche di sangue, mi gira tutto… devo arrivare in Canottieri!

Due runners mi soccorrono, mi parlano, ma non capisco… arrivo al cancello. Svengo!” . Così Ivana racconta la sua esperienza su rexist run.

Si susseguono altri eventi, tra cui l’improvvisa morte della madre per emorragia cerebrale.

E Ivana decide di resistere, di combattere, di non mollare e di convogliare tutto quel dolore e quel vuoto in un nuovo progetto: Rexist run.

 

Rexist run è un progetto estremo di corsa su lunga distanza. Da Ventimiglia a Muggia, 700 km in 8 giorni, quasi 88 km al giorno, per “Resistere all’esistenza”. La seguiranno la Gazzetta dello Sport e Radio Deejay. E tutti quelli che vorranno accompagnare anche solo per qualche metro questa grande donna.
Che non corre per denaro, pubblicità o per un record: ma solo per riconquistare sé stessa.

Mariella Borghi

Credits:

http://www.rexistrun.it/
foto: Nicolas Tarantino

 

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